La celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, complesso proteico di grandi dimensioni contenuto in numerosi cereali e soprattutto in frumento, orzo e segale.
Nell'individuo celiaco, l'introduzione anche di piccole quanitità di glutine, provoca una risposta immunitaria notevole, caratterizzata dalla produzione di anticorpi diretti contro i villi inestinali che ne risultano molto lesionati e appiattiti (nei casi peggiori).
Il danno subìto dai villi intestinali comporta una malattia da malassorbimento, ed è il responsabile della maggior parte dei sintomi che il soggetto celiaco manifesta, ovvero: calo ponderale, diminuzione della crescita, anoressia e più frequentemente vomito e diarrea.Naturalmente per diagnosticare la celiachia è necessario rivolgersi ad un medico (meglio se un gastroenterologo), ed effettuare alcune analisi come un esame del sangue, che possa rilevare la presenza degli anticorpi specifici, ed una gastroscopia, che metta in evidenza lo "stato" di salute dei villi intestinali.
La diagnosi dell' intolleranza può avvenire in qualsiasi periodo della vita di un individuo, dallo svezzamento (quando insorge con la prima assunzione di glutine) fino in età più avanzata, mentre alcune persone possono essere positive a tutte le analisi senza mai sviluppare un solo sintomo.
Una volta ricevuta diagnosi positiva di celiachia è necessario eliminare dalla dieta tutti gli alimenti contenenti glutine (ad es. pane, pasta, pizza, biscotti, alcuni alcolici...), perchè attualmentente questo appare essere l'unico modo sicuro per ottenere una risoluzione completa dei sintomi.
La ricerca
Nel 1990 si stimava che 1 persona su 1000 fosse affetta da celiachia, e forse proprio per la supposta rarità della malattia la ricerca scientifica non si è spinta molto per cercare alternative alla dieta "a vita".
Succesivamente queste stime numeriche sono continuate a lievitare, arrivando nel 1994 a riconoscere 1 individuo celiaco su 200 ed oggi invece 1 su 120, e anche la ricerca scientifica inizia a trovare nuove strade.
Nel 2002 un gruppo di ricercatori australiani è riuscito ad individuare le proteine responsabili della reazione allergica, dando speranza che possa essere elaborato un vaccino preventivo.
Infatti tra le gliadine (proteine che costituiscono il glutine), è stato isolato un frammento proteico in grado da solo di innescare nell'organismo una forte reazione autoimmune, facendo pensare che sia il responsabile dell'intolleranza.